Storia e origini
La storia delle Arti Marziali si perde nella notte
dei
tempi. Oggi uno
sport praticato nelle palestre e un metodo per la difesa personale,
ieri un metodo efficace di
sopravvivenza. La scarsa
presenza di fonti storiche riguardanti le arti marziali in Asia non ci
permette di stabilire con esattezza la nascita e l'evoluzione di queste
arti. Si sa però che la maggior parte di esse deriva per lo
più da alcune tecniche di lotta della Cina del nord
sviluppatesi durante la dinastia Zhou (XI-III secolo a.C.). Da queste
prese forma una serie di tecniche di combattimento che già
allora erano considerate un'arte e che durante la dinastia Han (206
a.C. - 220 d.C.) venivano chiamate Chi Ch'iao, che
significa "abilità e talento", o Shou Po,
ossia "mano che colpisce a pugno".
Le tecniche di lotta diffuse in Cina entrarono in
contatto con i principi filosofici del Buddhismo Chán
intorno al VI secolo d.C.; questo incontro si fa tradizionalmente
risalire all'arrivo del leggendario monaco Bodhidharma nel tempio di Shaolin, anche se
questo avvenimento si confonde con la leggenda. I principi filosofici
del buddhismo influenzarono moltissimo le arti marziali in Cina e in
Giappone, elevandole da semplici metodi di combattimento, ad arti per
la ricerca della perfezione fisica e spirituale. Con la successiva
diffusione di queste elaborate arti marziali per tutta la Cina, avvenne
una gran differenziazione dovuta all'incontro con altre filosofie come
il Taoismo e il Confucianesimo e alle condizioni geografiche in cui
andarono a svilupparsi. Fu forte l'influenza che queste arti marziali
proveniente dalla Cina ebbero sulle nascenti arti marziali nel resto
dell'Asia.
L'insegnamento delle arti marziali in Asia ha
storicamente seguito il tradizionale principio insegnante-discepolo,
comune ad ogni tipo di apprendimento. Gli studenti apprendono
attraverso uno stretto sistema gerarchico al cui vertice sta il
maestro: Sensei (先
生, Sensei)
in giapponese; 老師 pinyin
lǎo shī Wade-Giles Lao
Shih – vecchio maestro o 師父
pinyin Shī fu Wade-Giles
Shih fu – maestro
padre in cinese; Sah Bum Nim
in coreano; Guru (गुरू) in hindi;
Kallari Gurukkal in malayalam
dell'India meridionale.
In alcune arti marziali influenzate dal
confucianesimo, gli studenti più anziani sono cosiderati
come fratelli e sorelle maggiori, quelli più giovani come
fratelli e sorelle minori. Tali intime relazioni servono per formare un
buon carattere, pazienza e disciplina.
Nella tradizione di alcune arti marziali gli
studenti devono ricevere una certificazione da un maestro che gli
permette di continuare negli studi; in altri sistemi, specialmente in
Cina, lo studente non riceve alcuna certificazione rimanendo
semplicemente per anni sotto la continua guida e valutazione di un
maestro. Questa pedagogia, che è ancora preservata e
rispettata in molti stili tradizionali, si è indebolita a
vari gradi in altri ed è stata completamente rifiutata da
alcune scuole, soprattutto in occidente.
In occidente
l'interesse per le arti marziali dell'Asia orientale è
iniziato alla fine del XIX secolo, a causa dell'incremento degli scambi
commerciali tra l'America e Cina e Giappone. Le prime dimostrazioni di
arti marziali erano fatte da asiatici negli spettacoli vaudeville, e
questo le rese, agli occhi degli occidentali, mere esibizioni
drammatiche. Con la permanenza in Giappone di molti militari
statunitensi dopo la Seconda guerra mondiale, cominciò
l'adozione in occidente di alcune tecniche e poi successivamente
dell'intero sistema delle arti marziali, e dagli anni sessanta arti
giapponesi come il karate e il Jūdō
divennero molto popolari. Allo stesso modo, con la guerra in Corea,
l'esercito statunitense ebbe la possibilità di scoprire la
principale arte coreana, il Taekwondo, e farla conoscere in occidente.
Dagli anni settanta il cinema di Hong Kong cominciò ad
interessarsi alle arti marziali cinesi (lì fu coniato il
termine
Kung-fu per queste arti), soprattutto grazie alle grandi
capacità dell'attore Bruce Lee, il quale
contribuì
enormemente alla diffusione del genere dapprima negli USA e
successivamente nel resto del mondo. Già dagli anni ottanta
i
film di kung fu divennero un grande successo anche ad Hollywood.
Anche in altre regioni dell'Asia si sono
sviluppate complesse arti marziali che a loro volta si suddividono in
svariati stili, che sono molto meno noti in occidente. Tra esse va
citata lo sport da combattimento thailandese denominato Muay Thai noto
per via di alcune pellicole cinematografiche (come Ong
Bak) e più in generale per il fatto che nei
vari tornei di Mixed Martial Arts (combattimenti nei quali ogni
combattente può scegliere l'arte che più lo
aggrada) il Muay thai ha dimostrato la propria efficacia divenendo lo
standard per i calci; esso deriva però da un'antica arte
marziale chiamata Muay Boran che venne poi accorpata al pugilato
moderno per accrescerne l'efficacia. In Indonesia si trovano un gran
numero di arti che vanno sotto il nome di Silat, tra cui il Kateda e il Sindo. In India si
trova la complessa arte del Kalarippayattu, in Malesia il Kuantao, in Vietnam i
più noti Vovinam
Viet Vo Dao e Thuật Cổ Truyền Việt Nam ( tra cui Lam Sơn võ đạo, Hóa Quyền Đạo- Phakwondo,
Bình Định,
Tây Sơn,
Hồng Gia Việt Nam,
Nhất Nam, Sa Long Cương). È
difficile stabilire le origini di queste arti, che alcuni ritengono
siano nate in questi luoghi, ma che hanno molti aspetti in comune con
le più antiche arti provenienti dalla Cina, ad eccezione
delle arti marziali indiane che sembrano essere ancora più
antiche, o delle arti marziali malesi, indonesiane e filippine (Kali,
Arnis, Escrima che hanno effettivamente una discendenza diversa,
soprattutto indiana ed araba pur avendo successivamente assorbito anche
dalle arti cinesi con le quali sono venute in contatto.
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